• Le magliette per la maturità

    by  • 7 dicembre 2008 • Pensieri e parole, Provocazione e Protesta, Società e costume • 21 Comments

    Ne ho viste tante ma queste proprio non le conoscevo!!!

    Ironiche, geniali e provocatorie… sono le t-shirt che i ragazzi di ScuolaZoo hanno sapientemente regalato a molti studenti, in vista del loro esame di maturità 2008, al grido di battaglia …“ciò che non è impresso nella testa è stampato sulla maglietta!” e ancora… “La maturità non fa più paura, basta studiare è ora di copiare!!!”
    Certo che se è vero che nella vita gli esami non finiscono mai, chissà quante magliette da stampare, ancora!!!
    Da notare la presenza, sempre strategica, del marchio Red Bull.
    Comunque eccovi due video per descrivere l’antefatto e il risultato dell’operazione.

     

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    21 Responses to Le magliette per la maturità

    1. utente anonimo
      8 dicembre 2008 at 15:39

      come dire: sono un asino ed ho paura degli esami.

    2. klauser
      8 dicembre 2008 at 15:43

      Caro anonimo (non per me) pensavo fossi più severo …adesso che ti do la possibiltà di parlare tu scrivi solo una frase!!! :)

    3. utente anonimo
      8 dicembre 2008 at 15:58

      ma se invece delle magliette fossero le mutande, le chiameresti ancora il tatuaggio di stoffa?

      Paolo

    4. klauser
      8 dicembre 2008 at 20:42

      Bella domanda! Lasciami riflettere un po’ prima di risponderti!!!… idiota con affetto :) ))

    5. utente anonimo
      9 dicembre 2008 at 14:09

      Ma perche’ esiste questo desiderio di esternare brandelli del nostro pensiero anche se non e’ richiesto da alcuno? Non si dovrebbe essere gelosi dei nostri pensieri? invece a camminare come se fossimo dei cartelloni deambulanti.

    6. klauser
      9 dicembre 2008 at 14:12

      Scusami… ma a cosa ti riferisci?

    7. 9 dicembre 2008 at 20:55

      la voglio anche iooooo!!!!!!

      buonasera :D

    8. klauser
      9 dicembre 2008 at 20:59

      Sweet se non sbaglio… la maturità è già passata o no????

      :D D

    9. klauser
      10 dicembre 2008 at 12:32

      Mi sembra giusto!!!

      Allora mettiti d’accordo con i tuoi amici e ristampatele con i vostri appunti per i prossimi esami!!!!!!!!!

      :D DD

    10. utente anonimo
      10 dicembre 2008 at 14:17

      mi riferisco al mettere in piazza ogni cosa. Il blog come il messaggio sulla maglietta. Ma allora l’identita’ esiste? proprio nel nostro tempo che ci vuole negare ogni identita’..

    11. klauser
      10 dicembre 2008 at 15:13

      @Anonimo

      Prima di tutto, facendo riferimento al tuo primo commento, non credo che non ci sia richiesta di pensieri altrui. È vero che aprire un blog o stampare una scritta su una maglietta è quasi sempre un’esigenza personale ma è altrettanto vero che i blog hanno milioni di lettori così come ci sono tante persone incuriosite da certe scritte su t-shirt.

      Per quanto riguarda l’esigenza di comunicare e raccontare qualcosa di sé, certo non è un fatto nuovo. Da quando esiste l’uomo esiste questo desiderio che a volta è anche una vera e propria necessità.

      Poi, perché essere per forza gelosi dei propri pensieri? Ognuno ha i suoi e può decidere se renderne partecipi gli altri, secondo me.

      Infine, il riferimento all’identità. È vero, in questo momento la nostra “società” (diciamo così) sta facendo di tutto per cancellarla, e non parlo di quella tipo… ciao mi chiamo Mario :) .

      L’identità però c’è e spesso riusciamo a tirarla fuori nei rapporti che si creano (anche se a volte limitati) anche grazie ai blog, ai forum e alle magliette.

      Ciao :)

    12. utente anonimo
      10 dicembre 2008 at 17:39

      ma le magliette portano il piu’ delle volte i pensieri di altri. Cosi’ come indossare una t-shirt con la scritta Armani significa: io delego la mia originalita’ e la mia eleganza ad uno che capisce la moda. Alla fine e’ solo un indentificarsi in un gruppo senza dire nulla di nuovo. E non si dice nulla di nuovo perche’ non si ascolta. Cosa analoga e’ il blog.

    13. klauser
      10 dicembre 2008 at 18:25

      Non sono d’accordo.

      Quando indossiamo una maglietta con una scritta, ci identifichiamo con un pensiero che non è nostro, ma tale diventa quando scegliamo di legarci a ciò che rappresenta.

      Il bello è che oggi sempre di più cerchiamo di dire la nostra senza affidarci a parole altrui. E non è vero che nessuno ascolta. Molti ascoltano e rispondono, nei blog come nella quotidianità.

      Che significa per te non ascoltare?

      Cosa significa per te indentificarsi in un gruppo senza dire nulla di nuovo?

    14. utente anonimo
      11 dicembre 2008 at 11:09

      Salve, anche per me la maturità è bella che passata *Yeah!* però la trovo un’idea geniale :P Specie le scritte dietro la schiena..

      Fortunatamente riuscivo a ricordarmi ciò che studiavo, ed ero un asso a suggerire a chi era in difficoltà.. Questo avrebbe facilitato però lol ^^

      Volevo inserirmi nel discorso di anonimo e Klauser.

      Senza ripetere troppo cose già dette, è un dato di fatto che qualsiasi cosa facciamo o non facciamo dice qualcosa di noi.

      Il voler esternare determinati pernsieri volontariamente, non la vedo come una cosa negativa, anzi.

      Vuol dire aprirsi e condividere, dialogare. Ognuno poi ovviamente decide cosa vuole dire o no.

      “ma le magliette portano il piu’ delle volte i pensieri di altri.”

      Bo, se ti identifichi, vuol dire che è anche il tuo pensiero. Inoltre uno volendo può crearseli da solo i messaggi. Che non devono essere per forza testuali, possono essere anche forme d’arte come grafiche, disegni o che so io.

      Il blog non lo vedo come un strumento negativo.

      Cioè, essendo uno strumento è neutro…lo si può usare bene o anche male.

      Navigando trovi di tutto, perchè le persone sono tante e ci sono diversi stili di approccio.

      Potrai trovare blog con solo citati pezzi di canzoni, testi, poeti, o pensieri più o meno sconnessi – e qui viene usato più come sfogo, vengono esaltate le sensazioni, emozioni che tali scritti trasmettono, un modo un pò astratto e non troppo rivelatore per esserci.

      Oppure puoi trovare blog più pratici che parlano di un determinato argomento. Di questi poi, puoi trovare quelli che riportano solo notizie viste da altri, o quelli che rielaborano le informazioni per darti un nuovo punto di vista, una nuova chiave di lettura, o che magari invece di saltare di blog in sito specializzato, vanno loro stessi alla ricerca di argomenti di cui trattare.

      Il fatto di portare una tale maglietta, o tenere un blog non credo sia mancanza di identità, casomai sarebbe confermare più nettamente un tratto della nostra identità.

      *Miluska*

    15. klauser
      11 dicembre 2008 at 12:46

      Buongiorno Milu :)

      sono d’accordo con tutto quello che hai scritto e mi piace molto il riferimento alla condivisione e al dialogare con gli altri attraverso queste nuove forme di comunicazione.

      Certo, spesso è un rapporto parziale e superficiale quello che si crea attraverso una semplice discussione via web ma c’è anche da dire che in tempi come questi, dove si parla di distanza, di isolamento e di mancanza di rapporti interpersonali, il fatto di provare a creare situazioni di confronto e partecipazione come blog e affini mi sembra un ottimo tentativo di umanizzazione!

      :) ))

    16. 13 dicembre 2008 at 11:07

      Ahahahahahahah….!!!!! Semplìcemente genìale….!!!!! Ma esìsteranno anche per glì esamì della vìta….? Lì gìà la vedo dura per glì ìdeatorì delle t-shìrts…. XD

      Bacì t-shìrtosìììììììììì…..!!!!!!

      :o )

    17. klauser
      13 dicembre 2008 at 17:15

      Ma ci potremmo anche provare Aps… che ne dici???

      :o ))

    18. 16 dicembre 2008 at 00:34

      Oddio…ci provere’ì eccome…. ma dicì che esistono follì al punto di ascoltare le mìe caxxate….? XD

    19. klauser
      16 dicembre 2008 at 01:33

      Beh se c’è qualcuno che proprio non manca al mondo sono proprio i folli :) ))

    20. utente anonimo
      13 gennaio 2009 at 12:11

      Sono tornato.

      In verita’ credo che il pensare pensieri di altri senza apportare nulla di nuovo sia uno dei mali del consumismo. Mi spiego in altre parole:

      Armani e’ riconosciuto come uno dei maestri della moda: mi vesto con i suoi manufatti, abbellisco la casa con le sue piastrelle, compro l’automobile con i suoi aggeggi e la sua firma sul cofano. In questo modo sono sicuro di avere un certo accesso in una determinata parte della societa’. Non mi accorgo pero’ che e’ fondamentalmente totalizzante tutto cio’. Io sono praticamente guidato da un tizio con una certa filosofia e modo di pensare in cui mi identifico.

      Spendere dei soldi per uno slogan od una semplice firma ci potra’ fare accettare da qualche gruppetto di gente, ma ci limita’ in cio’ che abbiamo di piu’ importante: la liberta’ di pensare autonomamente.

      Come ogni cosa, in questa societa’ dove le persone sono solo dei consumatori siatene coscienti.

    21. klauser
      13 gennaio 2009 at 12:48

      Sono assolutamente d’accordo ma non per tutti i contesti.

      Nel caso dei blog credo che la questione sia differente. Nei blog si legge e si risponde e dunque si partecipa, ognuno a suo modo.

      Non credi sia così?

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