• La T-shirt che diede origine al Punk

    by  • 15 novembre 2009 • Cultura e spettacolo, Il tatuaggio di stoffa, Moda, Pensieri e parole, Provocazione e Protesta, Società e costume, Storia della t-shirt, Vintage e storiche • 14 Comments

    Finalmente l’ho trovata!
    Per quanto io adori i Pink Floyd, non potevo non mostrarvi questa maglietta, fondamentale per la nascita del Punk e per tutto ciò che seguì.


    Di seguito un brano da T-shirt, il tatuaggio di stoffa:

    “(…) Il movimento Punk derivò da una forte voglia di distruzione e da una dichiarata reazione all’apparente tolleranza e all’idealismo dei “figli dei fiori”.
    Le sue principali manifestazioni esteriori furono la musica e la manipolazione del corpo e dell’abbigliamento e, non a caso, il teatro del suo effettivo debutto fu la boutique Sex a King’s Road: la giovane stilista Vivienne Westwood, proprietaria della boutique, e il compagno Malcolm McLaren, futuro manager dei Sex Pistols, ne furono i registi; l’ingresso nel negozio di un ragazzo che indossava una t-shirt dei Pink Floyd con la scritta “Hate” fatta con un pennarello sopra il nome del gruppo, fu la scena d’esordio.
    Il ragazzo era sporco e aggressivo e il suo nome era John Lydon alias Johnny Rotten, futuro cantante dei Sex Pistols. McLaren, riconoscendo in quella figura una giusta espressione del sentimento di rottura, decise di formare i Sex Pistols proponendo una musica improvvisata, rumorosa e distruttrice – ripresa da gruppi come gli Stooges della fine degli anni Sessanta – e, insieme a Vivienne Westwood, trasferì queste caratteristiche in un nuovo e rivoluzionario modo di vestire. (…)”

    Thanks to T-Post for the picture.

     

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    14 Responses to La T-shirt che diede origine al Punk

    1. LVP
      17 novembre 2009 at 14:57

      Bella storia! Non mi ricordavo il passo dell’autorevole testo da te citatao, dovrò ripassare! ;)

      Detto ciò, per quanto riconosca il valore del punk e di alcuni pezzi dei sex pistols, rimango legata alla cultura musicale degli anni ’70. Quindi, W i Pink Floyd :)

    2. klauser
      17 novembre 2009 at 15:22

      Ti assicuro che non ho mai messo in discussione i mitici Floyd.
      È sempre stato il mio gruppo preferito.
      Ma il Punk è stato comunque un movimento molto importante da molti punti di vista compreso quello musicale.

      … e visto che ti voglio bene, per par condicio, ti ricordo questo post.

      PS 1
      Studia mi raccomando che poi ti interrogo!

    3. utente anonimo
      19 novembre 2009 at 15:26

      ma siamo poi sicuri che i pink floyd ed i punk siano differenti?
      a mio avviso sembrano provenire dalla stessa cultura nichilista: il nulla nulla.
      cosa ancora piu’ ridicola: come ogni movimento degli anni 70-80, si sono ritrovati un bel giorno ad essere dei capitalisti. A camden town, faceva ridere vedere vendere i teschietti e comprare con la carta di credito.
      rimane un fatto: musica insulsa e pessima, cioe’ rumore.

    4. LVP
      19 novembre 2009 at 20:42

      Caro anonimo, il nulla regna sovrano e non solo nella musica. A volte risuona come un’eco anche nelle parole di chi liquida certa cultura musicale come fai tu. Non ti conosco e non discuto i tuoi gusti, ma sarebbe interessante conoscere le argomentazioni attraverso le quali definisci quella dei pink floyd e quella dei punk ‘musica insulsa’…

      Magari questo non è nemmeno il luogo più adatto, però credo non lo sia neanche per certe affermazioni a senso unico. Come minimo fanno nascere la voglia di chiedere spiegazioni :)

       

       

    5. klauser
      20 novembre 2009 at 15:09

      Anonimo… mi chiedo tante cose, ma soprattutto il motivo per cui ti debba far rispondere in questo modo da LVP, persona tanto cara, innocua e per bene.

      Ho poco tempo, ma conoscendoti, può bastare per darti una prima risposta.

      Come dice LVP il vuoto è in tanti luoghi, situazioni e parole e a volte è anche difficile da scorgere.
      Dal punto di vista musicale, allineare i Pink Floyd ai Punk richiede molto coraggio; da quello sociale… poi ne parliamo.

    6. utente anonimo
      24 novembre 2009 at 19:21

       Cara LVP,
      magari sono stato troppo veloce nel spiegarlo o magari non si vuole accettare discorsi diversi. Ma l’argomentazione l’ho data:
      Io spero che il nulla non regni sovrano nel mondo, altrimenti spiegami per quale motivo la scelta di Kurt Combain e’ sbagliata. Per quale motivo allora non pensare come Leopardi e De Sade: Natura matrigna e cattiva, chi e’ piu’ forte puo’ perpretare le proprie nefandenze sul piu’ debole 
      Io desidero essere costruttivo, desiderare che non siamo venuti dalle scimmie e che siamo destinati all’autodistruzione. 
      La musica e’ ordine, melodia ed armonia, lode per lo splendore del creato.
      Bene questi sedicenti tizi urlano disperazione, morte ed alienazione. Ricercano il rumore piu’ dell’armonia e evitano ogni sviluppo melodico (parlo dei punk).
      Il protagonista di una celebre fiaba parlava di "uno strano nulla che fagocita il mondo".
      Bene dopo duecento anni di questa filosofia del nulla, ho aspirazioni differenti.
      Spero anche tu e Claudio.
      Cordialmente

    7. 25 novembre 2009 at 17:08

      Che il “nulla” non regni sovrano lo vogliamo in tanti, ma cos’è il nulla secondo te?

      Detto questo, se ti riferisci al suicidio di Cobain, credo concorderai con me sul fatto che alla base ci sia stato un disagio mentale, ma sinceramente non capisco dove vuoi arrivare con questo esempio.
      Nessuno di noi, vuole inneggiare al nulla, al suicidio e tantomeno alla depressione e al sadismo.

      Conosco e rispetto il tuo pensiero e la tua idea della musica, ma non puoi generalizzare, perché così facendo ti costringi a non comprendere quello che accade fuori da te.

      Per finire, pensa anche a quanta musica, oggi denominata “colta”, sia stata in passato considerata demoniaca e rumorosa e pensa anche agli incidenti che accompagnavano i concerti di musica classica fino a un paio di secoli fa.

    8. utente anonimo
      25 novembre 2009 at 18:47

       Caro Klauser,
      io non generalizzo, fa parte della "poetica" e dell’ideologia dei Punk. Sono loro stessi che si autodefiniscono in questa maniera. No, alla base del suicidio di Kurt Cobain esiste una coerenza interna,la coerenza con quello che ha "urlato". Vedi ad esempio wikipedia.
      Quando parlo del nulla intendo il nulla, l’assenza dell’essere, l’assenza di ogni ragione della vita che viviamo. La Natura crudele che ci fa nascere e vivere nel dolore fino a quella crudelta’ finale che si chiama morte. Non mi puoi negare che e’ questo che alla fine i punk propongono, o lo puoi?
      Poi, per favore, io, come tutti, interpreto la realta’ e senza utilizzare il politically correct, mi permetto di dire che certe cose sono terrificanti. In questo non offendo nessuno personalmente. Ma ricordiamoci che nei movimenti esiste un’ideologia a cui si rifanno. Non si puo’ pensare di ascoltare un brano cosi’ perche’ e’ moda. 
      Un’ultima domanda: di cosa stai parlando riguardo alla musica che tu definisci "colta"? Fammi qualche esempio.
      Se parli dell’heavy metal, ok hai ragione e’ demoniaca perche’ sono loro che inneggiano al demonio apertamente. 

    9. klauser
      28 novembre 2009 at 14:55

      Io penso che si possa essere coerenti anche in dinamiche distruttive e autodistruttive e questo signiìfica che in generale si può star male pur essendo coerenti.

      Per musica “colta” intento principalmente generi come il jazz e il blues, alimentati inizialmente da un forte spirito popolare, trasgressivo e provocatorio, tanto dal punto di vista musicale quanto da quello sociale.

    10. utente anonimo
      28 novembre 2009 at 18:55

      Ma cio’ e’ dovuto non alla coerenza, ma a cio’ che si pensa della vita. Conoscevo un tizio punk che mi diceva che lui non si suicidava perche’ era un vigliacco. Ricordiamoci che anche chi non sceglie, sceglie comunque di lasciarsi trasportare nelle scelte.
      Quanto al Blues ed al Jazz, non mi risulta che abbia mai avuto qualche condanna se non dai puritani americani

    11. klauser
      28 novembre 2009 at 19:25

      …ma ciò che si pensa dalla vita dipende da noi e da come stiamo! … e in questo, il punk in fondo è una manifestazione esteriore come tante.

      …beh tu, puritano un po’ lo sei! :)

    12. utente anonimo
      1 dicembre 2009 at 05:00

      Il punk e’ un movimento culturale, aberrante a mio avviso, ma molto fedele a questo nostro periodo storico.
      Io sono l’opposto del puritanesimo.

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