• Guarda il marchio come cresce

    by  • 27 settembre 2012 • Marchi e Produzione, Moda • 8 Comments

    La linea Big Pony Collection di Polo Ralph Lauren propone una versione più grande del classico “giocatore di polo” e a prima vista fa un po’ strano vedere quel marchio così grosso e così presente sulle maglie di sempre.

    Una scelta forte rispetto allo stile sobrio ed elegante, tipico dei modelli tradizionali e specchio del Preppy look, in cui molte persone si riconoscono.
    Una sorpresa, almeno per chi come me non ha molta confidenza con questo marchio e per questo abituato solo ai modelli più comuni.
    E in effetti è Carla che mi aggiorna su questa novità e mi racconta con tono polemico del fastidio provato alla vista di questo stemma gigante, addosso a persone che lo usavano come ostentazione della loro eleganza.
    Ma sarà poi davvero così elegante questa nuova soluzione? C’era proprio bisogno di modificare un equilibrio ormai perfetto?
    Ne parlo anche con Aurelia, che secondo me potrebbe pensarla diversamente da Carla ma anche lei è critica, e poco dopo, a sostegno dei nostri dubbi, mi invia questa immagine la cui ironia non ha certo bisogno di commenti (qui la versione inglese e qui quella spagnola).
    Così vado a guardare il catalogo on-line per capirci qualcosa in più e prendo atto che la situazione non è poi così tragica: il modello classico a tinta unita c’è ancora, ma ci sono anche tante altre polo bellissime più colorate e fantasiose; il marchio piccolo, più signorile effettivamente, è usato soltanto sui modelli a tinta unita; e infine riconosco che il marchio grande dà il suo meglio nei modelli più ricchi di colori e di elementi grafici, risultando comunque troppo invadente e poco raffinato sui modelli a tinta unita.
    Questo è il mio umile parere e sapete cosa vi dico? Non sono un giocatore di polo ma una di quelle presenti in questo video, prima o poi sarà mia.

    Altre info qui e qui.

     

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    8 Responses to Guarda il marchio come cresce

    1. carla
      29 settembre 2012 at 14:17

      secondo me non c’è più una ricerca di un’immagine diversa,uno sforzo comune e creativo per dire e trasmettere qualcosa di nuovo ma soltanto una ripetizione di simboli che rimandano ad uno status sociale(maglietta firmata=soldi=io sono figo gli altri sono poveracci!)sarò troppo dura?!!!

    2. Claudio Spuri
      29 settembre 2012 at 16:55

      Non sei dura, ma non penso che tutti indossino Ralph Lauren per sentirsi fighi.
      Comunque per questo, secondo me, il modello classico dovrebbe mantenere il marchio piccolo, nel senso che non vedo il bisogno di ingrandirlo.
      Gli altri modeli però non sono male e mi piace come hanno rivisitato a livello cromatico il loro stile anglo-americano.

      • andrea de simone
        24 ottobre 2012 at 16:16

        ho visto prima il video e poi letto l’articolo. Sembra una versione più giocosa (non + popolare!) e vivace del brand Ralph Lauren o una versione + elegante di una linea Benetton. Credo che l’esigenza sia esclusivamente di mantenere comunque un rapporto con un target alto ma nello stesso tempo abbattere i confini scomodi ed antisociali (ormai multietnico) che separano un capo di abbigliamento così comune da quelli un pò più comuni e in uso tra i giovani. Non mi dispiace anche se non faccio assolutamente parte del target di riferimento di questi prodotti. Vi assicuro che cmq, una camicia/tshirt/polo che sia, fatta bene si vede. State tranquilli che una Ralph Lauren non la potrete mai scambiare per una Fruit Of The Loom!

        • Claudio Spuri
          25 ottobre 2012 at 15:33

          Ciao Andrea, si sono d’accordo su tutto. In più posso solo dire che la linea che tu hai definito “giocosa” si rifà comunque a stilemi e segni ben precisi e codificati. I colori, poi, fanno il resto.

    3. carla
      1 ottobre 2012 at 21:53

      mmhh non sò!personalmente preferisco e apprezzo chi si mette più in gioco e dice cose nuove anche con immagini semplici e sintetiche!idesigner,architetti,artisti partono da cose che hanno visto,che sono state già create ma il risultato è un’idea completamente nuova…

    4. Claudio Spuri
      1 ottobre 2012 at 22:32

      Dici che avrebbero potuto osare di più?

    5. Savonarola
      2 ottobre 2012 at 12:23

      Mi trovo daccordo con Carla. Oltretutto, la qualita’ di queste magliette e’ scarsa e non vale l’esoso costo.

      Cmq potevano osare di piu’, potevano ingrandire anche le parti meno nobili del cavallo…

    6. Claudio Spuri
      22 novembre 2012 at 05:18

      Aurelia mi ha segnalato un interessante sviluppo della situazione in vista del 2020! :)
      Guardate qui. E adesso come la mettiamo?

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