• Le T-shirt che raccontano il mondo

    by  • 12 febbraio 2013 • Curiosità, Società e costume, Vintage e storiche • 2 Comments

    Non esiste viaggio senza ricordi. Fotografie, gadget, storie da raccontare e amori inaspettati ci aiutano a rendere indimenticabili le nostre avventure in giro per il mondo. Poi c’è chi, come Sabrina, i viaggi continua a viverli e a sentirseli addosso collezionando magliette.


    Sabrina è pittrice, illustratrice nonché mia grande amica (qui ci sono i suoi lavori). Conosco da anni la sua passione per i viaggi, ho visto le sue bellissime fotografie e ascoltato decine di aneddoti, ma delle sue t-shirt mai una parola.
    Mai, almeno fino a ieri sera quando per puro caso, in cerca di ispirazione per questo blog, le ho chiesto se aveva delle magliette da mostrarmi alle quali fosse particolarmente legata.
    Così una alla volta ha tirato fuori alcune t-shirt e le ha messe sul letto. Erano tutte belle, vissute e un po’ spiegazzate ma la cosa che mi ha colpito di più è stata subito un’altra: erano tutte casualmente legate ai suoi viaggi.
    Una bella coincidenza, cinque magliette del cuore e cinque storie che venivano da lontano.

    Dal Kenya, la storia del marchio della birra Tusker: la leggenda vuole che nel 1922 un elefante uccise uno dei due fratelli che producevano la birra e per questo venne scelto come riferimento sia per il nome sia per l’immagine.
    Dal Portogallo, un’attrazione turistica e storica: le tipiche carrozze dei tram di Lisbona, tra le più antiche ancora in attività e un grande aiuto tra le salite e le discese della città.


    Dalla Grecia, “A universal claim for Greece”: una richiesta per far tornare nel loro paese di origine le opere d’arte greche trafugate nell’800.
    Da Cuba, l’immancabile e intramontabile immagine di Ernesto Che Guevara, emblema di una storia sempre più turistica e commerciale.
    E infine una maglietta dal Guatemala
    , la più datata, che raffigura in stile maya il caratteristico scoiattolo dello Yucatan, scelta da Sabrina per amore di Pisolo, l’altro scoiattolo che, tra un salto e l’altro, la stava aspettando a casa.
    Ecco, questo è tutto! Adesso tocca a voi, alle vostre mete, alle vostre magliette e alle vostre storie da indossare.
    Buon viaggio!

     

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    2 Responses to Le T-shirt che raccontano il mondo

    1. andrea de simone
      14 febbraio 2013 at 16:26

      quelle poche tshirt che ho a cui sono legato perchè mi riportano al passato, non le indosso molto (quasi mai) perchè ho paura di rovinarle usurandole o lavandole. Forse perchè penso che così facendo perdo il ricordo o la possibilità di tornare indietro con i ricordi. E’ talmente incastonato il ricordo in un pezzo di stoffa, o perlomeno crediamo che sia così, che diventano i detentori dei nostri momenti. Affidiamo ad una tshirt la nostra identità passata e ci convinciamo che persa la stoffa, perdiamo noi!pazzesco.
      E la cosa ci fa piacere pensarlo, perchè è come custodire al sicuro quello che abbiamo vissuto, ne siamo consapevoli in fondo. E questo ci rassicura.
      Le ripongo nel cassetto contento che ho “garantito” i miei ricordi lì dentro, dentro un cassetto ikea.
      Le tshirt, le maglie, le stampe sono quindi al pari delle reliquie adorate o dei cimeli gelosamente custoditi nei musei, ci danno sicurezza e conforto e ci ricordano chi siamo e ci collocano in maniera più definita nella (nostra) storia.

      • Claudio Spuri
        15 febbraio 2013 at 13:35

        Parlavo di questa cosa un po’ di tempo fa in quest’altro post. Comunque ti capisco ma il rischio è che più non le indossiamo e più non ce le godiamo, giusto?
        Certo poi dipende anche dalla maglietta perché in alcuni casi il vero piacere è soltanto guardarle.

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