• Se la creatività è una parola in codice

    by  • 12 giugno 2013 • Arte, Design e Comunicazione, Pensieri e parole • 6 Comments

    “Check Yourself.” ovvero “darsi una controllata”, “puntare su sé stessi” o anche “controllare l’imprevisto”. Un’espressione aperta a tante forme e interpretazioni, ma non poteva essere altrimenti se il personaggio che la indossa si chiama Joshua Davis.


    In alto: Foto di Gerhard Kassner

    Sembra così difficile descrivere i significati, reali o contestuali, di questa maglietta, ma se stasera mi impegno sono certo che le passioni comuni, per la grafica, le strutture geometriche e i tatuaggi, mi daranno una mano.
    Lui è Joshua Davis, un designer americano eclettico e decisamente creativo che ama lavorare e giocare con le immagini. Sul suo sito se ne trovano tante, colorate e complesse ma soprattutto generate da un codice che partendo da specifici parametri di comportamento ne determina forme e combinazioni spesso autonome e imprevedibili.

    È la casualità, l’imprevisto controllato del design generativo che per Joshua Davis è diventato ormai un metodo imprescindibile di lavoro nonché un evidente modo di essere, come dichiara lui stesso in questo video.
    A noi basta guardare i suoi lavori e le sue conferenze, questa per esempio, o ascoltare i suoi consigli “Aim High, Keep Moving” o “Don’t miss the fun!” per goderci il suo stile esuberante, stimolante, imprevedibile, e per conoscere le sue tante espressioni ben rappresentate “casualmente” dalla sua essenziale ma eloquente t-shirt.

    Ecco, ho finito! Ma prima di chiudere vorrei fare due ringraziamenti: il primo a Giordano per avermi presentato (per ora solo virtualmente) Mr. Davis, e il secondo a Paolo e Francesco per aver creato le basi per questo nuovo incontro.

    Altre informazioni:
    Typo London 2012: Joshua Davis: The Social Grid
    Intervista: Joshua Davis: Combining Technology & Art

     

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    6 Responses to Se la creatività è una parola in codice

    1. savonarola
      27 giugno 2013 at 08:28

      Francamente questi seminari americani mi danno tanto da venditori di pentole. Alla fine pensi ma che banalita’ e boiate mi hanno venduto?

      • Claudio Spuri
        27 giugno 2013 at 22:11

        Se te le hanno vendute il problema è tuo!
        Come al solito non sono d’accordo con te, e comunque quello dei “seminari americani” non era proprio l’oggetto del mio post. :)

        • savonarola
          5 luglio 2013 at 08:24

          A me non le vendono perche’ sono in questo mondo senza essere di questo mondo. Pensa ho eliminato pure la tv da casa.

    2. Luca
      5 luglio 2013 at 13:04

      CHECK YUORSELF… Ha ancora più fascino questa maglietta.

      • Claudio Spuri
        5 luglio 2013 at 14:01

        :)

        • savonarola
          7 luglio 2013 at 12:00

          preferivo “la risposta e’ dentro di te… peccato che e’ sbajata.”
          concetti nuovi di appena tremila anni.

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