• L’eleganza essenziale e geometrica di LĀU

    by  • 13 aprile 2014 • Design e Comunicazione, Interviste, Marchi e Produzione, Moda • 1 Comment

    Il mondo creativo di Lisa Anderlini si muove tra testa e mani, pensiero e materia, logica e fantasia. Così LĀU diventa il punto di raccordo tra architettura, serigrafia, illustrazione e design. Conoscenze ed esperienze personali che reinventano la forma e il concetto di t-shirt in funzione del corpo che la indossa.

     
    In alto: AAA Bang up manifesto. Foto di  StudioAira
    Ciao Lisa, ti ho conosciuta insegnante a un corso di serigrafia e ora ci ritroviamo qui a parlare del tuo brand di abbigliamento. Una prima curiosità, perché questo nome?

    LAU in Euskera vuol dire 4.
    Amante della matematica, associo spesso numeri a elementi, progetti, fasi del mio percorso: il 4 rappresenta ora la giusta consecutio temporum!
    L’Euskera è una lingua ancestrale a misteriosa, di un’intrigante eleganza.
    Ho vissuto per un anno nel Pais Vasco e sono rimasta molto legata a quei luoghi: un paesaggio un po’ nordico con vaga influenza latina.

    Questo è uno spazio dedicato alle t-shirt ma i tuoi capi, pur prendendone spunto, sono molto altro. Spesso come due entità in una continua relazione elastica di vicinanza e lontananza, mai insieme mai da soli. Pensi sia così, e se sì, quali sono i punti di maggior contatto tra i tuoi capi e le magliette?

    LAU è una linea di tops, cioè di “pezzi di sopra”, il pane quotidiano del guardaroba di ognuno di noi io credo. Mi stimola molto l’idea di creare un prodotto di interesse attorno ad un tema comune.



    In alto: Due modelli della collezione “Tomboy”. Info e credits (link)
     
    Sul tuo sito parli di una relazione tra l’aspetto di un capo e lo stato d’animo di chi lo indossa. Se per le magliette si fa spesso riferimento al ruolo comunicativo di scritte e disegni, in che modo questo legame prende forma nelle tue creazioni?

    In ogni collezione lavoro molto sull’immaginario al quale quel capo si riferisce, al mondo di provenienza, alle variabili dalle quali prende progettualmente forma. Il risultato è un capo in cui immancabilmente emerge tutto ciò. Vestirsi è comunicare, l’abito e il suo potere evocativo rappresentano uno strumento in più per dire qualcosa.

    Ho visto che collabori spesso con altri designer sia nella fase creativa sia in quella dedicata alle attività di comunicazione. Come ti trovi a dialogare con altre persone durante la realizzazione di una linea?

    Lavoro in maniera maniacale sull’idea e scelgo i miei collaboratori molto attentamente ed in base alle reciproche affinità creative. Tra le collaborazioni più felici finora quelle con Studio Aira, Irene Rinaldi, Claudia Pajewski. Ogni collaborazione che intraprendo aggiunge e toglie, nel senso che arricchisce il lavoro di nuove visioni e fa abbandonare le vecchie che non corrispondono più.




    In alto: Tre modelli della collezione “Prometheus”. Info e credits (link)
     
    Mi piace molto come il tuo lavoro progettuale di sintesi è accompagnato da una ricchezza concettuale e di contenuto. Trovo che questa relazione tra sintesi e complessità sia valida anche per la t-shirt nel momento in cui una spazio apparentemente limitato e codificato riesce a proporre soluzioni sempre nuove e personali. Quanto è importante all’interno di LAU, se lo è, la tua esperienza con la serigrafia e le magliette?

    La serigrafia è stato il primo approccio con il tessuto: dapprima la stampa su t-shirt, poi la stampa posizionata unita al taglio, poi un’immersione più consistente nel mondo del taglio, incredibile e affascinante… usare il tessuto come un foglio di carta, come le facce di un solido, inventare vincoli progettuali e scoprirne le forme risultanti. La serigrafia c’è sempre: impreziosisce i capi qua e là, con piccoli a volte inconsueti interventi.




    In alto: Tre modelli della collezione “XYZT”. Info e credits (link)
     
    A quando una collezione uomo?

    Presto! Un piccola capsule in edizione limitata!

    E per finire, una domanda difficile. Qual è la tua maglietta nel cassetto?

    Non ce n’è una in particolare. L’ambizione, forse irragiungibile, è riuscire, attraverso il tessuto, a proporre un’estetica nuova, inesistente, apparentemente incomprensibile poichè ancora non codificata. La continua tensione ad un obiettivo molto lontano mi tiene attiva!

    Grazie Lisa per la disponibilità e in bocca al lupo per le tue collezioni.

     

    LAU making of from LAU on Vimeo.

     

    Link utili:
    Lau Sito istituzionale
    Lau Pagina facebook
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