• Un po’ di “Borotalco”, i primi anni Ottanta e quella maglietta “rubata” a Lucio Dalla

    by  • 5 agosto 2014 • Cultura e spettacolo, Pensieri e parole, Vintage e storiche • 0 Comments

    Ancora una volta mi diverto e mi emoziono grazie a Nadia, a Sergio e a tutti gli altri personaggi, compresi il leggendario Manuel Fantoni che in realtà non esisteva e il grande Lucio Dalla che neanche sapeva di esserci.
    Eh sì, c’era anche Lucio in Borotalco con la sua musica e la sua canotta ed è soprattutto a lui che sono dedicate queste poche righe.


    In alto: Un fotogramma dal film “Borotalco”

    Le canzoni di Lucio Dalla e degli Stadio, suoi compagni di avventura in quel periodo, accompagnano le immagini di una Roma lontana, di una passione musicale quasi spartana e di un’estate, quella del 1981, che sembra ancora lontana da quelle laccate e abbronzate, dei “veri” anni Ottanta.
    Così le note di Cara (struggente come sempre) si insinuano leggere in un cambio scena proprio quando l’inquadratura si ferma sul manifesto del concerto che ha la stessa immagine della copertina dell’album Dalla, con una scritta rossa in helvetica su fondo bianco e una foto in bianco e nero del berretto e degli occhiali rotondi di Lucio Dalla.


    In alto: Un fotogramma dal film “Borotalco”

    La musica sfuma, si vede Nadia (bellissima!) uscire dalla sua Fiat 500 bianca e andare a comprare il biglietto del concerto (con la classica fila al botteghino in assenza delle odierne biglietterie on-line), forse un biglietto come questo qui anche se nel film la location è lo storico Teatro Tenda di Piazza Mancini e non Castel Sant’Angelo.
    Poi la voce di Dalla ritorna “Tu corri dietro il vento e sembri una farfalla…” e al sentire di queste parole Nadia entra di nascosto nella roulotte e nel mondo privato del cantante fino a impossessarsi della sua maglietta. Una semplice (si fa per dire!) canotta bianca con la foto in bianco e nero di un berretto e di un paio di occhiali rotondi; la stessa immagine del manifesto e della copertina di prima ma che adesso stampata su questa maglietta “rubata” e avidamente indossata ha davvero tutto un altro significato.
    Il video che segue non è la scena originale ma rende comunque l’idea.

    Nel film ci sono anche altre magliette, ma vorrei ricordare almeno queste due: la prima, con l’immagine di Ludwig van Beethoven che Nadia indossa durante il primo colloquio ai Colossi della musica proprio quando parla della preferenza di Dalla rispetto allo stesso Beethoven; e la seconda, quella con il mezzo busto nudo indossata da Christian De Sica nella memorabile scena del balletto.


    In alto: Un fotogramma dal film “Borotalco”


    In alto: Un fotogramma dal film “Borotalco”

    E per chiudere, una fotografia attaccata al muro che ritrae Marlon Brando nel film Il selvaggio e la scena dei “maccaroni” di Alberto Sordi in Un americano a Roma: due grandi omaggi, forse involontari ma comunque importanti, al mondo delle magliette.


    In alto: Un fotogramma dal film “Borotalco
     

     

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