• Il Falco nazionale colpisce ancora

    by  • 29 Dicembre 2010 • Marketing e Pubblicità, Pensieri e parole, Sport • 2 Comments

    L’invasione in campo durante la finale del Mondiale per club ad Abu Dhabi è, almeno per ora, l’ultima impresa del Superman nostrano, diventato famoso nel 2009 dopo l’amichevole tra Italia e Olanda. Ma tra tanti sponsor e agenti influenti, saranno soltanto invasioni di campo?


    “Cassano in Nazionale”, “No alla tessera del tifoso”, “Peace in the world”, “Cassano in Nazionale (Lippi te l’avevo detto)” e “Sakineh Free”. Da indomabile sostenitore di Antonio Cassano, Mario Ferri, meglio conosciuto come Falco, ormai è diventato un caso internazionale.
    Partito dai campi di calcio locali è arrivato in poco tempo a sfidare e a vincere i servizi di sicurezza degli stadi di tutto il mondo. Manifestazioni come la Champion League e il Campionato Mondiale di calcio non sono avventure da poco, senza dimenticare l’arresto, la tentata fuga e il definitivo rilascio da parte delle autorità di Abu Dhabi, dopo la partita tra Inter e Mazembre del 18 dicembre scorso.
    Ma come è possibile tutto questo? Può essere che si nasconda qualcosa dietro quelle che in apparenza sembrano innocenti e avventate sfide personali?
    Penso che oltre alla passione per il calcio, ci siano anche esibizionismo, propaganda e pubblicità per quegli sponsor, piccoli e grandi, stampati sulle magliette e che rendono possibili queste azioni.
    Penso che oltre al semplice ed evidente “amore” per Cassano, ci sia anche la smaliziata capacità di organizzare a tavolino forme di “guerrilla” e di comunicazione estrema e per questo di forte richiamo.
    Penso che oltre al superficiale impegno civile, ci siano anche lo svilimento e la strumentalizzazione di storie quotidiane come quella di Sakineh.
    D’altronde, come fare altrettanto rumore con solo una maglietta colorata, una comune invasione di campo o con una frase stampata su una qualsiasi t-shirt?

     

    2 Responses to Il Falco nazionale colpisce ancora

    1. utente anonimo
      6 Gennaio 2011 at 14:42

      Sto tizio e' simile a quello che si metteva dietro le telecamere con i preservativi. Si chiamava Paoletti?

    2. klauser
      6 Gennaio 2011 at 15:49

      Si chiamava Paolini. La sostanza era la stessa anche se la forma non del tutto.
      Ti ricordi anche “Cavallo pazzo” al Festival di SanRemo?

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