• La marana, i maccaroni e un sogno chiamato America

    by  • 14 luglio 2013 • Bianche, Cultura e spettacolo, Storia della t-shirt, Vintage e storiche • 2 Comments

    “Stanley Kowalski”, “Johnny Strabler”, “Jim Stark” e “Nando Mericoni”. Il mito americano del giovane bello, arrabbiato e senza regole arrivò anche nell’Italia del dopoguerra e venne stravolto con ironia e con un po’ di irriverenza da un indimenticabile Alberto Sordi.

    Erano i primi anni Cinquanta quando, negli Stati Uniti, Hollywood cominciò a produrre film che raccontavano la vita difficile e ribelle dei giovani americani. Fu l’inizio di un fenomeno sociale grazie al quale i nuovi personaggi interpretati da Marlon Brando, “Stanley Kowalski” in Un Tram chiamato desiderio e “Johnny Strabler” ne Il selvaggio, e da James Dean, “Jim Stark” in Gioventù bruciata, legittimarono movimenti giovanili fino a quel momento nascosti, e diventarono in breve tempo i nuovi modelli da emulare per la loro generazione e per quelle successive.
    Teppisti e carismatici indossavano sempre t-shirt bianche così aderenti da poter incastrare un pacchetto di sigarette nel risvolto di una delle due maniche, e spesso erano abbinate a jeans e giubbotto nero di pelle. Amavano il rock’n’roll, giravano in gruppo con rumorose motociclette o coloratissime macchine ed erano in forte contrasto con la cultura dominante.

    Ma per la serie “anche i duri hanno un cuore”, non tutti quelli che decisero di indossare una t-shirt aderente erano propriamente dei teppisti o non tutti almeno se lo potevano permettere. Così, da subito, non fu difficile trovare esempi importanti di rivisitazioni più o meno educate e ironiche di questo stile di vita. Come accadde in Italia quando l’ondata dei Greaser americani e dei Teddy Boys da Londra, portarono alla produzione dei cosiddetti musicarelli e di commedie popolari come Poveri ma belli con personaggi caratterizzati dall’eterno conflitto interiore tra durezza ostentata e romanticismo istintivo.


    Fotogramma dal film: Un giorno in pretura
     

    Fotogramma dal film: Un americano a Roma
     

    Fotogramma dal film: Di che segno sei?

    Ma il personaggio che più di tutti, in quel periodo, rappresentò il ritratto del giovane italiano che viveva in funzione del mito americano, il classico bullo di città, spaccone ma bonaccione era Nando Mericoni, “l’Americano”. Prendendo spunto da un suo amico, Alberto Sordi raccontò, esasperandone i tratti, le vicende quotidiane di un ragazzo della periferia romana, caricatura quasi dissacrante dei suoi irrequieti coetanei americani.
    Il finto slang, la motocicletta, il giubbotto di pelle, gli occhiali da sole, il “Kansas City”, i jeans e ovviamente le magliette bianche accompagneranno Nando Mericoni per vent’anni della sua vita, prima nel 1953 con Un giorno in pretura e nel 1954 con Un americano a Roma e infine nel 1975 con il film Di che segno sei?.

    Nando Mericoni si presentò al pubblico in un episodio del primo film e troverà la sua consacrazione un anno più tardi nel secondo, per poi chiudere la serie nel terzo con la grande interpretazione della guarda del corpo Gorilla K2.
    L’evoluzione del personaggio si sovrappone a quella dell’abbigliamento, in particolare a quella della maglietta che da semplice e bianca verrà personalizzata con la stampa dell’acronimo “I.O.P.S.” International Organization Private Security, nome dell’agenzia e motivo di vanto e identificazione per lui che la indossava.
    Da giovane contestatore degli anni Cinquanta a guardia del corpo del classico “cumenda” milanese negli anni Settanta. Cambia la realtà che lo circonda e con cui si confronta ma lui rimane lo stesso, imperterrito e sicuro di sé, fiero di rappresentare ancora la sua America ideale.

    I due filmati che seguono, del 1955 e del 1961, entrambi dell’archivio storico dell’Istituto Luce raccontano i due incontri avvenuti tra Alberto Sordi e la città di Kansas City e danno un’idea sia della portata a livello nazionale dei due eventi sia della loro importanza per lo stesso Sordi. Buona visione!

     

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