• Flatbush, Happy Days e i ribelli degli anni Cinquanta

    by  • 24 ottobre 2018 • Cultura e spettacolo, Società e costume, Storia della t-shirt • 0 Comments

    Tra amori, risse, magliette e giubbotti di pelle, nel 1974 arriva nelle sale americane The Lords of Flatbush, film non molto conosciuto che ripropone postumo il mito dei giovani americani degli anni Cinquanta. In ombra rispetto a ben altri classici del genere, ma con qualche sorpresa da raccontare.


    In alto: Locandina edizione americana del 1974 (Fonte: imdb.com)

    Non è certo un film rimasto nella storia. Potrebbe impallidire se messo di fronte ad altri titoli che lo hanno preceduto, come Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar named Desire), Fronte del porto (On the Waterfront), Il selvaggio (The Wild One), Gioventù Bruciata (Rebel Without a Cause) o West Side Story, usciti tra il 1951 e il 1961, o che lo hanno seguito, come i più “recenti” Grease, I ragazzi dellaI ragazzi della 56ª strada (The Outsiders) o Rusty il selvaggio (Rumble Fish), nelle sale tra il 1978 e il 1983. Eppure qualche ragione per essere ricordato, c’è.


    In alto: © Getty Images, Michael Ochs Archives (Fonte: gettyimages.co.uk)

    Innanzitutto per gli attori, due dei quali, poco conosciuti all’epoca, sarebbero poi diventati due icone senza tempo: Sylvester Stallone, nel cinema, ed Henry Winkler, nella televisione.
    Il più bullo dei due nel film era Stallone al quale proprio Winkler pare essersi ispirato per la mimica di Arthur Herbert Fonzarelli, per tutti Fonzie (The Fonz, nella versione originale).
    Non ho trovato fonti certe a riguardo ma vedendo recitare Sly sembra plausibile. D’altronde il film e la storica serie TV Happy Days uscirono quasi in contemporanea visto che The Lords of Flatbush arrivò nelle sale americane il 1° maggio 1974 (nonostante le riprese fossero terminate due anni prima) e il primo episodio della prima stagione di Happy Days fu mandato in onda, sempre in USA, il 15 gennaio 1974.

    È probabile che le due esperienze si legassero anche per il fatto che Fonzie iniziò ad indossare il suo giubbotto di pelle in modo continuo soltanto dalla seconda serie, andata in onda dopo l’uscita del film. Anche se Garry Marshal (cognome vero Masciarelli… vi ricorda qualcosa?) ideatore e produttore della serie, qui racconta un’altra storia.
    Comunque, sarà un caso ma prima di allora Fonzie indossava sempre un giubbetto grigio, a parte qualche sporadica situazione dal quarto episodio in poi.
    Come racconta lui stesso in varie interviste (una è questa a Radio Deejay) inizialmente i produttori avevano paura che il giubbotto di pelle rendesse il suo personaggio troppo cattivo e poco adatto a un pubblico famigliare e quindi ne scelsero uno più anonimo.


    In alto: Locandina edizione italiana del 1979 (Fonte: photo.ivid.it)

    In Italia successe una cosa non molto elegante anche se frequente nella comunicazione cinematografica. Oggi lo potremmo definire un tentativo poco riuscito di Ambush marketing, ovvero un’operazione di appropriazione indebita.
    Il film, infatti, venne distribuito soltanto nel 1979 a due anni di distanza dalla primissima puntata di Happy Days dell’8 dicembre 1977 e visto il grande successo di quest’ultimo, i distributori pensarono bene di unirli, inventandosi un titolo assurdo come Happy Days – La banda dei fiori di pesco e trasformandolo di fatto nella versione cinematografica della serie TV.
    Alla fine il botteghino non gli diede ragione e qualche anno più tardi il film venne distribuito nuovamente, ma con il titolo Brooklyn Graffiti.

    Chiudo con altre due curiosità: la prima, letta su questa pagina Wikipedia, ma tutta da verificare, è che Sylvester Stallone per la sua partecipazione al film venne pagato con venticinque magliette; la seconda è nella foto di seguito dove Fonzie, fotografato con alcuni attori di Happy Days tutti rigorosamente in t-shirt, indossa proprio quella di The Lords of Flatbush. Un bel crossover d’annata.

     

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