• Magliette vietate a Teheran

    by  • 11 Gennaio 2009 • Provocazione e Protesta, Religione, Società e costume • 7 Comments

    Così titolava Repubblica pochi giorni fa, parlando del negozio del Gruppo Benetton dato alle fiamme nella capitale iraniana.


    In queste settimane di forti tensioni ideologiche e religiose, molte realtà, apparentemente ordinarie, rischiano di diventare motivo di contestazione.
    Succede così che una guerra infinita come quella tra Palestina ed Israele, parte di un conflitto ancora più grande, arrivi a toccare direttamente un marchio commerciale. Succede così che quello che per noi è considerato un normale negozio di abbigliamento per altri possa trasformarsi in un pericoloso nemico da cui difendersi.
    Il negozio di abbigliamento preso di mira diventa colpevole di diffondere all’interno di un paese islamico, usi e costumi occidentali. Diventa simbolo di destabilizzazione, proponendo un differente modo di vestire e con questo una differente visione del rapporto con il proprio corpo.
    Credo che la t-shirt ma anche i jeans e la moda giovanile in genere, torni a rappresentare, come già avvenne in tempi non troppo lontani, una reale possibilità di mostrare e affermare una nuova identità.
    E per questo fa paura.

     

    7 Responses to Magliette vietate a Teheran

    1. 12 Gennaio 2009 at 01:27

      Certo che fa paura… ma solo tra ìgnorantì o chì comanda approfìtandosì dì questa ìgnoranza….!!!!!

      Perche parlo d’ìgnoranza…? Perche sembra che sì sìano dìmentìcatì o maì conoscìuto le pubblìcìtà e le foto controcorrente dì Toscanì….

      Mah….

      Bacì t-shìrtosì bel creatìvone….

      :o)

    2. klauser
      12 Gennaio 2009 at 01:42

      Ignoranza o forse paura che qualcosa di diverso possa entrare all’interno della cultura dominante.

      Succedeva anche da noi negli anni ’60 con le minigonne o con i bikini oltre che con le prime magliette aderenti.

      Certo, in questo caso, si parla di un fenomeno molto più complesso ed estremo ma le dinamiche sono simili secondo me.

      Grazie e baci a te, dolce pittrice di fama internazionale

      :o)))

    3. 12 Gennaio 2009 at 10:27

      Dìnamìche sìmìlì ma al contempo dìverse….!!!! Perche come ben dìcì tu è pìù complesso ed estremo…. nonchè perìcoloso….

      E se sì estremassero col sesso ìnvece dì spaccar le palle….?

      Ecco che avevo comìncìato bene e con un dìscorso serìo ma poì e come al solìto mando tutto a farsì benedìre….XD

      Sono un caso perso…. sìsìsì….!!!!!

      Fama ìnternazìonale…? Seeeeeeeeeee….!!!!!! Dolce….????? Doppìo seeeeeeeeeeee…..!!!!!! Ma vìvì ìn un unìverso parallelo…? Ahahahahahah…..!!!!!!

      Bacì t-shìrtosì e felìce gìornata bel creatìvone….!!!!!

      :o)))))

    4. klauser
      12 Gennaio 2009 at 11:05

      Magari si sfogano pure (se è questo quello che intendi) con il sesso… ma il problema è che non gli serve a niente primo perché se usano il sesso per sfogarsi ne prendono solo il lato peggiore (considerando l’immagine che generalmente c’è del corpo e della donna) e secondo perché questo rapporto di scontro con la diversità continua a generare violenza su violenza.

      Brava che hai provato ad essere seria almeno nelle prime tre righe!!!…

      …ma va bene anche il “caso perso”

      :o)))

    5. utente anonimo
      13 Gennaio 2009 at 12:27

      un mio amico musulmano tempo fa’ mi domandava se era piu’ una liberta’ lo chador od il fatto che le donne da noi in occidente siano alla fin fine spinte a denudarsi anche nella vita quotidiana ed a fare perennemente diete dimagranti.

      E’ veramente triste pensare che la rivoluzione al giorno d’oggi sia considerata in occidente solo a livello di rivoluzione sessuale quando ogni ricerca di un miglioramento della societa’ e’ lasciata al privato.

      Io vedrei il bruciare negozi come una reazione brutale ed ignorante, ma incomincamo a capire che il considerare le donne come oggetti non e’ prerogativa solo della cultura islamica di basso livello ma anche dell’Italia. C’e’ nell’Islam anche una protezione nei confronti della donna. Cosa che molte volte non avviene nel civilizzato e laicizzato occidente.

      Mustafa’

    6. klauser
      13 Gennaio 2009 at 12:58

      Grazie del commento che trovo molto interessante.

      Concordo per certi versi ma il problema è il pensiero interno e come lo si manifesta all’esterno.

      Bruciare negozi è sbagliato in Iran come per esempio durante le manifestazioni giovanili in Occidente. Sono espressioni estreme e pericolose risultato di una violenza interna della persona.

      Detto questo, l’altra questione molto ampia e affascinante è il ruolo della donna all’interno delle varie società. Non è un argomento semplice ma sono sicuro che proprio attraverso questo punto, e cioè una considerazione nuova e sana del rapporto con la donna e del suo ruolo, passa la vera crescita di una società.

    7. 16 Gennaio 2009 at 20:39

      Il “caso perso” è un dato dì fatto….. Ahahahahahah….!!!!! Ma mìca c’è tanto da rìdere….!!!!!

      Infattì se sì sfogano pìglìano ìl lato peggìore come dìcì te perche mìca sì appagano….!!!!! Infattì io parlavo dì estremarlì ìn modo dì sfìancarlì…. dì toglìere loro ognì forza e voglìa dì far mìnchìate…. ma nel sesso alla fìn fìne non c’è la rìsposta…. ma ìn noì….

      E se noì sìamo deì fanatìcì non c’è dìalogo o sesso che tengano…..

      :o(

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