• 0812198008122010

    by  • 8 Dicembre 2010 • Cultura e spettacolo, Società e costume, Vintage e storiche • 17 Comments

    A trent’anni dalla scomparsa di John Lennon a New York.
    Una maglietta quasi profetica, in una fotografia del 1974 scattata da Bob Gruen.


    Imagine di John Lennon

    Imagine there’s no Heaven
    It’s easy if you try
    No hell below us
    Above us only sky
    Imagine all the people
    Living for today

    Imagine there’s no countries
    It isn’t hard to do
    Nothing to kill or die for
    And no religion too
    Imagine all the people
    Living life in peace

    You may say that I’m a dreamer
    But I’m not the only one
    I hope someday you’ll join us
    And the world will be as one

    Imagine no possessions
    I wonder if you can
    No need for greed or hunger
    A brotherhood of man
    Imagine all the people
    Sharing all the world

    You may say that I’m a dreamer
    But I’m not the only one
    I hope someday you’ll join us
    And the world will live as one

     

    17 Responses to 0812198008122010

    1. utente anonimo
      9 Dicembre 2010 at 14:26

      Lui stesso commentava questa canzone come il manifesto del partito comunista, ma che piaceva a tutti perche' zuccherosa.
      Lui e' il manifesto di quel '68 che ci ha annichilito.

    2. klauser
      9 Dicembre 2010 at 20:14

      Siamo in continuo mutamento.
      Non sono un sostenitore del pensiero sessantottino e non conosco nel dettaglio il pensiero di Lennon, ma in questo momento della mia vita, sento molto vicine alcune frasi di questo testo.

    3. utente anonimo
      10 Dicembre 2010 at 17:59

      Il paradiso in terra non esiste e non potra' mai esistere. Cosi' e' la storia dell'uomo. Lui stesso si e' disintegrato con la sua compagna. Era sempre strafatto prima che fosse ucciso.
      Mi spiace ma rimane un sogno che si trasforma nell'inferno ogni volta, od individuale  o collettivo che sia.

    4. klauser
      10 Dicembre 2010 at 18:07

      Dipende da che idea si ha del paradiso.
      Credo sia giusto e legittimo impegnarsi affinché esista un “paradiso” in terra. Al contrario non trovo giusto abituarsi a pensare che non possa esistere solo perché ne esisterà un altro non in terra.
      Una cosa è provare a costruire qualcosa e un'altra è non riuscirci per problematiche personali.

    5. utente anonimo
      10 Dicembre 2010 at 23:25

      Si tratta di comprendere che c'e' un limite dell'umanita' e del mondo in generale, cioe' il Male. Il fatto che ci sia il vero paradiso significa proprio considerare che il mondo non finisce nella sua materialita'. Questo e' lo slancio vitale verso un mondo migliore, ma che sappiamo non potra' essere l'ottimo.
      Raccontava uno scrittore russo imprigionato nei gulag. Siccome era appena arrivato non aveva nulla da dare agli aguzzini secondini. Allora per scherzare il secondino gli chiese l'anima. Lui rispose: "l'anima te la puoi scordare, non te la do". Per questo rifiuto si fece un mese di cella di rigore a -60C. Lui che era un omone sopravvisse, ma rimase segnato nelle ossa per tutta la vita. Scrisse poi: "io che ero ateo, in quel rifiuto ho scoperto che avevo un'anima".

      Per ritornare agli hippy. Si parla sempre di Woodstock come l'evento di musica e di amore.
      Nessuno parla di Woodstock '99, pero'. Scrive M. Jones:
      "Undici anni fa Woodstock ‘99 si concluse con una ripugnante rissa in cui decine di donne furono violentate e mezzi contenenti cibo e attrezzature per il festival furono bruciati fino a diventare irriconoscibili carcasse fumanti."

    6. klauser
      11 Dicembre 2010 at 16:50

      Scusa, ma perché stai facendo questo mix, a mio parere, fuorviante?
      Non si può associare l'immagine di John Lennon a quella della cultura hippy e a quella distruttiva degli incidenti di Woodstock '99.
      Inoltre non puoi neanche, come cattolico, monopolizzare il “concetto”, più che significato, di anima. L'anima in senso religioso per me non esiste, ma a prescindere da questo, esiste comunque un qualcosa di nostro dentro ognuno di noi cha va oltre la semplice razionalità e coscienza e che ci accompagna nelle nostre scelte.
      Infine il vero limite dell'umanità non è il male, in senso lato, ma la malattia, in senso mentale.

    7. utente anonimo
      12 Dicembre 2010 at 10:47

      Non e' cosi'. John Lennon e' stato un simbolo hippy. Come la sua canzone.
      Su questo non c'e' molto da discutere.
      Sull'anima. Chi ha parlato di cattolicita', dov'e' il riferimento? Ho parlato di anima come qualcosa di trascendente alla nostra materialita', che non puo' essere discussa dalle pseudoscienze psicologiche (che come tali si trasformano in ideologie o religioni laiche, a volte).
      Quella cosa di cui tu parli, rientra sempre e comunque nel mondo sensibile ed ha ben altri significati. Io parlavo di trascendenza. Come lo scrittore russo. Dal punto di vista di un ateo, la sua fu una scelta stupida.
      Credo che il ventesimo secolo abbia dimostrato che  ogni esperienza scientifica di paradiso in terra  si trasformi in inferno. Che sia all'interno di noi o in un sistema collettivo. Cio' non vuol dire che io affermi che l'uomo e' puro egoismo. Sia ben chiaro.

    8. klauser
      12 Dicembre 2010 at 18:47

      Hai ragione, ho divagato un po'.
      Quello che volevo dire è che l'immagine di John Lennon non può essere associata unicamente ai due esempi che hai fatto. MI sembra quantomeno riduttivo.
      Restando sull'esempio dello scrittore russo, quando scrivi che la sua sarebbe potuta essre una scelta stupida, vorrei precisare che essere atei non è sinonimo di assenza di sensibilità.
      Non trovo che il concetto di anima, non inteso in senso religioso e mistico, si debba legare a qualcosa di trascendente alla nostra materialita'. Quello che proviamo, sentiamo e diamo è legato al nostro corpo.

    9. LVP
      13 Dicembre 2010 at 15:44

      Mamma mia, mi fate paura! Menomale che non ho fatto in tempo a entrare nel vivo del dibattito 🙂

      Non sono una fan di John Lennon, che mi è sembrato sempre un pò strano e ambiguo, preferivo Paul McCartney; forse una delle mie preferenze più sane 🙂

      Non aggiungo altro, se non che il movimento hippy abbia dimostrato il fallimento del concetto di libertà intesa come "non rispetto delle regole", ma è stato fondamentale, in quanto atteggiamento estremo, per farci capire i limiti del rifiuto.

      Detto ciò, nessuno merita di morire assassinato, ma su questo penso siamo tutti d'accordo.

      Sull'anima sorvolerei, altrimenti dovrei rispondere in romanesco 🙂 sul paradiso, che dire? vorrei crederci, ma credo proprio che sia solo un comodo alibi/illusione per chi non riesce ad accettare la realtà.

    10. utente anonimo
      13 Dicembre 2010 at 16:37

      "..l movimento hippy abbia dimostrato il fallimento del concetto di libertà intesa come "non rispetto delle regole..",

      oh per una volta siamo quasi in sintonia 🙂

      Alla fine, preferisco di gran lunga la musica nostrana ed il buon Guccini!!!
      Anzi trovo alquanto particolare che in Cyrano abbia scritto:

      "…e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
      le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;"

      Il tempo cura…

      Viele gruesse

    11. klauser
      13 Dicembre 2010 at 20:29

      @ LVP
      Concordo su tutto 🙂

      @ Anonimo
      Hai visto che non è mai troppo tardi per stare in sintonia!
      …anche se sul tempo che cura avrei un po' da ridire 🙂
      Guccini è un grande ma quel verso potrebbe essere riferito al libro.

    12. LVP
      20 Dicembre 2010 at 10:07

      @anonimo
      un Natale in sintonia è il più meglio che ci sia 😉

      Non sono all'altezza del maestro Guccini, ma mettici le buone intenzioni!

      @klauser
      il tempo cura se invece di rincorrerlo con affanno, lo vivi senza tralasciarne un istante, anche quando l'istante sembra infinito e insormontabile…

    13. klauser
      21 Dicembre 2010 at 08:51

      @LVP
      …in quei casi vale sempre la teoria dell'aereo.
      Da lassù tutto sembra più piccolo e leggero e gli spazi più ristretti.

    14. utente anonimo
      22 Dicembre 2010 at 11:11

      …ma hai la prospettiva d'insieme, non solo del tuo orticello o porcilaia…
      Il tempo cura se riesci a comprendere gli errori del passato ed a non ricommetterli.
      Nel nome della Rosa i protagonisti si perdono nel labirinto. Solo il giorno dopo quando osservano  dal di fuori  la torre che lo contiene riescono a risolvere l'enigma

    15. klauser
      24 Dicembre 2010 at 18:00

      L'enigma è dentro di te, ma è……

    16. utente anonimo
      27 Dicembre 2010 at 15:13

      la risposta che e' dentro di te peccato che e' sbagliata non l'enigma…

    17. klauser
      27 Dicembre 2010 at 16:17

      Eh… come sei preciso!

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