• Le t-shirt “ricercate” di Wanteed

    by  • 31 marzo 2014 • Design e Comunicazione, Eventi e progetti, Interviste, Marchi e Produzione • 1 Comment

    Wanteed è la prima mostra mercato internazionale dedicata esclusivamente alla t-shirt, a chi le realizza e ai suoi tanti appassionati. Un esempio di come creatività e imprenditorialità possano fondersi in una passione comune. Un progetto di Valerio Galli che non solo rafforza la funzione della maglietta di medium e filtro emotivo ma ne legittima allo stesso tempo il duplice ruolo di contenitore e contenuto di valore. Il sole di Ibiza poi, ha fatto il resto!


    Ciao Valerio, per cominciare vorrei fare i miei complimenti a te a tutto il team. Quando ho letto per la prima volta di Wanteed e dell’esposizione a Ibiza sono rimasto subito molto colpito sia per l’idea della mostra sia per la cura con cui era stata realizzata. Insomma un bel regalo al mondo delle magliette. Ci puoi raccontare da dove e perché è nato questo progetto?

    Ciao Claudio, innanzi tutto grazie mille per i complimenti! Fa sempre piacere riceverli, soprattutto quando riguardano una tua “creatura”!
    Il progetto Wanteed nasce quasi per caso… Ti racconto la sua genesi.
    Grazie al mio lavoro -pubblicitario, nda- ho imparato ad essere curioso e attento verso la “novità” e, da grande estimatore della t-shirt, qualche anno fa sono venuto a conoscenza di un sito che oggi è un punto di riferimento del settore: Threadless.
    Dopo aver acquistato da loro una dozzina di capi, benché tra i miei amici riscuotessero un enorme successo, ho notato che nessuno era a conoscenza di quella geniale realtà. Eppure il loro mercato era già cresciuto a dismisura.
    Quindi, forte del mio stupore, ho iniziato ad interessarmi al “mondo sommerso” della maglietta ed ho scoperto centinaia di realtà, piccole e meno piccole, che faticavano a “venire a galla”.
    Essendo amante della condivisione, continuavo a domandarmi come fosse possibile che un così grande capitale di bellezza non fosse accessibile alla massa. La risposta al quesito che continuava a frullarmi nella testa era quanto di più ovvio e semplice: “le magliette vanno mostrate”!
    Di lì a poco, dopo qualche bicchiere di vino e qualche chiacchiera costruttiva con il mio amico Marco Mottolese, prende vita l’idea di Wanteed.
    Nel giro di qualche mese, grazie anche all’insostituibile aiuto di Natalia Distefano, abbiamo messo insieme una piccola selezione di brand italiani ed esteri e siamo partiti alla volta di Ibiza dove abbiamo realizzato una mostra espositiva per il lancio della manifestazione.
    La gratificante risposta del pubblico ci ha convinto ed oggi siamo all’opera per scrivere il nuovo capitolo di Wanteed:)



    In alto: Un modello di Yeeeeeah!

    Sul sito Wanteed avete definito la t-shirt come “l’indumento più democratico del pianeta”. Ci puoi spiegare meglio questo pensiero?

    Questa definizione nasce dalla brillante penna di Natalia e sintetizza perfettamente la nostra “vision”…
    Esiste una t-shirt per ogni gusto e un acquirente per ogni t-shirt.
    A prescindere dall’età, dalla nazionalità, dal sesso o dai ceti sociali. Nascosta sotto una camicia o in bella vista, ognuno ha modo di esprimere il proprio “io” attraverso la sua maglietta. Cosa c’è di più “democratico”?

    La mostra che si è tenuta a Ibiza è stata una importante vetrina per alcuni marchi del panorama artistico e commerciale. Come reputi l’attuale mercato delle magliette e la loro presenza all’interno di un contesto generale più ampio?

    Credo che, come la maggior parte dei mercati, anche quello della t-shirt stia attraversando una fase evolutiva. Sicuramente, in questi ultimi anni, le innovazioni tecnologiche hanno agito da volano per la diffusione dei nostri amati capi ed hanno permesso di sdoganare l’accesso al business anche a microrealtà, non necessariamente supportate da ingenti capitali (basti solo pensare all’abbattimento dei limiti geografici attraverso il web o all’evoluzione del concetto di “magazzino” grazie alla tecnologia di stampa direct to garment…).
    Insomma, secondo il mio punto di vista, per chi ha voglia di “fare” oggi è tutto un po’ più semplice.
    Per il fruitore, poi, tutto ciò si traduce in una scelta sempre più ampia e variegata. Come dire.. ci si “guadagna” in due!
    Cercando invece di fare un’analisi un po’ più globale, credo che grazie a questa semplificazione ci si stia concentrando sempre di più sull’aspetto artistico, rafforzando il valore della t-shirt come medium attraverso cui veicolare contenuti o forme d’arte. Tutto ciò lo trovo bellissimo.



    In alto: Un modello di Magliettefresche

    Arte, comunicazione, moda, sperimentazione ed imprenditorialità. La t-shirt oltre ad essere un indumento “democratico” è anche un prodotto multidisciplinare. Quale di questi o di altri aspetti ti incuriosisce e ti piace di più?

    Sembrerebbe scontato se ti dicessi “tutti”? Non scherzo. L’aspetto che mi attrae di più è proprio questa visione di medium globale! E poi la visione di Wanteed “2.0” è proprio quella. Presto ti potrò svelare il resto… :)

    Guardando le foto della mostra di Ibiza ho pensato che quello potesse essere uno dei posti ideali dove disegnare e indossare magliette. Mi è sempre piaciuto pensare che il mare e il sole di un’isola in qualche modo si legassero alla semplicità e alla comodità tipiche di una maglietta.
    Pensi che ci possa essere un’affinità particolare tra una t-shirt e il luogo in cui la si vende o la si indossa?

    Sicuramente. Sottoscrivo la tua affermazione. Benché ritenga la t-shirt un indumento “4 stagioni”, di certo si è più portati a metterla in mostra durante quelle più calde… In questo senso, la scelta di realizzare la mostra di Wanteed in un’isola come Ibiza non è stata casuale. Quale miglior posto per diffondere la tee culture se non un crocevia di “avanguardie”, tendenze e stili provenienti da tutto il mondo?



    In alto: Un modello di Sinstar

    È previsto un nuovo appuntamento per Wanteed e per tutti gli appassionati delle t-shirt?

    Come ti accennavo, stiamo lavorando ad un appuntamento “2.0”.  Cioè ad un’evoluzione, un’edizione un po’ più strutturata, ambiziosa e visionaria, non solo circoscritta all’esposizione “artistica” della maglietta.
    Originariamente l’appuntamento era previsto per dicembre 2014 a Milano ma, vista l’enorme mole di lavoro, per cercare di fare le cose al meglio abbiamo deciso per uno slittamento di qualche mese.

    E per finire, una domanda difficile. Qual è la tua maglietta nel cassetto?

    Hahahah, ti assicuro che per me è la domanda più facile! Non ho dubbi e ti rispondo col cuore. Una “magliettaccia” comprata anni e anni fa per 5.000 lire ad un mercatino dell’usato americano, ancora tra i miei indumenti più utilizzati. Con su scritto “Anyone can be a father. But it takes someone very special to be a Daddy”. La vera maglietta “Wante(e)d”!


    In alto: Un modello di Straight To Hell

    In alto: Un modello di Mani Clothing

    Grazie Valerio per la disponibilità e in bocca al lupo per la prossima esposizione.

    Grazie a te Claudio e complimenti! È sempre un piacere leggere il Tatuaggio di Stoffa!
    Se me lo concedi, per concludere mi sembra doveroso “rubarti” una riga per ringraziare, oltre Marco e Natalia, gli altri “compagni d’avventura” Elena Mattioli Oviglio, Carlotta Speranza (lo splendido allestimento è opera sua!), Maddalena Salerno, Giulia Marani e tutti i ragazzi di Ikon Advertising.


    In alto: Un modello di Faces

     

    Link utili:
    Wanteed Sito istituzionale
    Wanteed Pagina Facebook
    Wanteed Instagram

     

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