• Censura politica o sicurezza?

    by  • 22 Giugno 2008 • Politica e Propaganda, Provocazione e Protesta • 6 Comments

    Attenti alla maglietta che indossate: In Australia potreste rimanere a terra!


    Questo è successo, qualche mese fa, ad Allen Jasson bloccato dalla compagnia aerea Qantas perché indossava una t-shirt con il volto del presidente degli Stati Uniti George W. Bush e la scritta “World’s #1 terrorist”.
    La compagnia aerea ha offerto al suo cliente un altro volo a condizione che indossasse un’altra t-shirt ma così non è stato e Mr. Jasson si è ritrovato alla fine senza aereo.
    Ancora una volta… la parola alla t-shirt!

     

    6 Responses to Censura politica o sicurezza?

    1. 23 Giugno 2008 at 10:33

      censura bella e buona…*_*

      ma poi cavolo che gli fregava a quelli dell’aereo che maglietta indossasse?…che roba…

      Ciao Klauser ;D

    2. utente anonimo
      23 Giugno 2008 at 12:00

      …eccessiva formalità!

      …come se i terroristi andassero in giro con le armi in mano

    3. utente anonimo
      7 Luglio 2008 at 19:42

      hanno fatto bene, bisognerebbe mandarli tutti in Afghanistan, ‘sti pacifisti

    4. utente anonimo
      8 Luglio 2008 at 09:17

      Caro anonimo, conoscendoti so che stai scherzando, anche perché in fondo in fondo sei molto più pacifista di tanti pacifisti… e anche molto più polemico 🙂

    5. utente anonimo
      27 Luglio 2008 at 05:25

      Io ho provato a registrarmi, ma qui la cosa è lunga e tortuosa, quindi vai sul mio blog perchè ti ho citato come BRILLANTE WEBLOG 2008 e leggi i dettagli.Baci

      LucyVanPelt

    6. andrea de simone
      12 Novembre 2012 at 10:46

      la linea aerea è privata e può prendere i provvedimenti che ritiene opportuni per tutelare la propria immagine. In questo caso trovo esagerata e senza un reale senso il provvedimento adottato dalla compagnia. C’è da dire che se il soggetto avesse indossato una maglietta contro la linea aerea sarebbe stato + comprensibile la loro risposta. E non credo si tratterebbe di censura, ma di tutela e cura della propria immagine aziendale, condivisibile o meno da parte di chi resta a terra.
      Purtroppo abbiamo pagato a caro prezzo e pretendiamo giustamente la nostra libertà di espressione, ma nello stesso tempo vogliamo grandi aziende che ci coccolano con servizi e prodotti di ogni genere. Come possiamo pretendere che queste aziende non abbiano delle loro normative?probabilmente in contrasto con alcune nostre libertà personali. E’ tosto il discorso e molto soggettivo, perchè in pieno rispetto delle libertà neanche la conclusione di questo argomento si può imporre…mi sono capito da solo?

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