• Una maglia del cuore e tante altre da leggere. Parola di “Capitano”

    by  • 14 ottobre 2014 • Il tatuaggio di stoffa, Pensieri e parole, Sport, Storia della t-shirt, Vintage e storiche • 1 Comment

    Che sarebbe diventato un grande capitano, Francesco Totti lo aveva già dichiarato, a modo suo, con quel primo messaggio nel derby del 1998. Da quel giorno non si è più fermato, sempre fedele alla maglia ufficiale e sempre più espansivo con le altre. Così dopo gli onori e le polemiche delle ultime settimane, vedi Manchester City e Juventus, rincaro la dose con un post che avrei già dovuto pubblicare molto tempo fa.


    In alto: 29 novembre 1998, “29-11-98 Ragazzi carica”, Lazio-Roma 3-3

    Bella storia quella delle magliette “parlanti” indossate dai calciatori. Sono molti anni ormai che messaggi e dediche di qualsiasi genere sono scesi in campo, in Italia come in altre parti del mondo. Gli esempi sono veramente tanti (qui e qui ne trovate alcuni) e la tendenza provocatoria di un tempo è diventata oggi una realtà ben consolidata, trasformando le magliette in un media di eccezionale potenza.
    Il primo a “giocare” con la propria maglia in realtà non fu un giocatore di calcio bensì di baseball. Tale primato infatti spetterebbe a Johnny Neves, dei Fargo-Moorhead Twins, che nel 1951 fece stampare sul retro della sua divisa un “7” al contrario come goliardico riferimento al suo cognome e da quel momento, per tutti, il suo nome divenne “seveN”. (1)

    Tornando al calcio e in Italia, negli anni Ottanta l’attaccante della Roma Roberto Pruzzo era solito festeggiare i suoi gol togliendosi la casacca e lasciando vedere la maglia bianca sotto che però non fu mai personalizzata. L’attaccante della Juventus Fabrizio Ravanelli, al contrario, nel 1993 potrebbe essere stato il primo ad usarla come spazio pubblicitario, nel suo caso, con il nome dello sponsor e quello dello stilista della squadra.
    A partire da questi due riferimenti si sono susseguiti, nel corso dei campionati, decine di nomi ma Francesco Totti è, ad oggi, il giocatore che più di altri ha saputo dare alle magliette il compito di comunicare a tutti e nel modo più sincero possibile il proprio pensiero.
    Sopra e di seguito gli esempi storici dal 1998 ad oggi e per le prossime “Il meglio deve ancora venire”.

    Nota:
    (1) The Sporting News, 16 maggio 1951, ripreso in Dressed to the Nines – A History of the Baseball Uniform su exhibits.baseballhalloffame.org (Link)

     
    In alto: 11 aprile 1999, “Vi ho purgato ancora”, Roma-Lazio 3-1

    In alto: 11 marzo 2002, “Sei unica”, Lazio-Roma 1-5

    In alto: 19 dicembre 2004, “107 volte solo con te”, Roma-Parma 5-1

    In alto: 24 maggio 2009, “Grazie Paolo grande capitano”, Milan-Roma 2-3

    In alto: 13 marzo 2011, “Sei sempre unica”, Roma-Lazio 2-0

    In alto: 1° maggio 2011, “The King of Rome is not dead ”, Bari-Roma 2-2

    In alto: 8 gennaio 2012, “Scusate il ritardo”, Roma-Chievo 2-0

    A sinistra: 28 agosto 2012, “Il meglio deve ancora venire”, dopo l’infortunio durante Roma-Catania
    A destra: 3 marzo 2013, “Sei forte papà”, Roma-Genoa 3-1
     

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