• T-shirt per gioco #2

    by  • 13 giugno 2009 • Società e costume, Tecnologia e giochi • 9 Comments

    Un altro gioco, un altro viaggio al passato, altre magliette o quasi. Era il 6 giugno 1984, quando Tetris cominciò a girare il mondo…

     


    Avrei voluto pubblicare questo post direttamente il 6 giugno, ma il poco tempo a disposizione non me lo ha permesso. Una volta tanto sarei potuto arrivare puntuale a un anniversario, ma niente, sarà per la prossima volta.
    Comunque, la notizia è che il nostro amato Tetris, inventato in Unione Sovietica dal matematico e ricercatore Aleksej Pažitnov, ha compiuto 25 anni e gode ancora oggi, di ottima salute.
    Ho cercato una t-shirt che festeggiasse l’evento, ma non l’ho trovata.
    In alternativa ve ne propongo una, almeno, con l’anno di nascita e un’altra, che definire maglietta, forse, è troppo.
    Qui il video, qui il sito ufficiale e qui la sua storia.

     

    9 Responses to T-shirt per gioco #2

    1. 16 giugno 2009 at 14:36

      Sporchi comunisti: ci hanno distratto per anni con quei maledetti cubetti colorati! I nostri neuroni ridotti in fumo da notti trascorse a pigiare tasti per infilare la forma sbagliata nel posto sbagliato, impazzendo per la frustrazione davanti alla scritta “game over”… No, sto scherzando 😉 mitico tetris, anche per me che non amo i video game è sempre stato irresistibile: l’ho scaricato sul cell e qualche volta, di nascosto, mi concedo una partitella on line.

      E anche quando era in bianco e nero, o nero e verde la tentazione di sfidare il destino e prendene il controllo allineando perfettamente le forme fino a smaterializzare la riga… che soddisfazioni!

    2. klauser
      16 giugno 2009 at 19:12

      Questione di incastri…

      giocando a Tetris come nella vita!

      L’importante è passare sempre al quadro successivo 😀

    3. 16 giugno 2009 at 21:33

      @klauser come nella vita, l’importante è sapere quando è giunto il momento di smettere!

      Il quadro successivo ti dà la sensazione di andare avanti, ma sei sempre dentro al gioco/prigione/incastro… la soluzione creativa è quella che ti fa staccare e girare lo sguardo verso il mondo 😉

    4. LVP
      17 giugno 2009 at 18:21

      … miii che filosofi! mi sento fuori dal gioco 🙂

      ma, dato tetris come punto di partenza, io continuo a trascorrere le mie notti insonni su bejewled. Non lo conoscete?! Non ‘scoprivetelo su Rieducational channel’, potreste assuefarvi!!

    5. klauser
      18 giugno 2009 at 14:57

      @catiam

      la creatività e l’immaginazione sono due armi bellissime! Spesso, unite al coraggio, ci permettono di uscire da qualsiasi prigione 🙂

      @LVP

      Come può sentirsi fuori gioco una pensatrice come te? 🙂

      Conosco poco “bejeweled” e so che può essere veramente letale! …ma Tetris rimane Tetris 😀

    6. utente anonimo
      21 giugno 2009 at 23:21

      Questo e’ il mondo di oggi, dove stare in casa a simulare la vita e’ la vita stessa. Ci si abitua cosi’ a pensare con gli schemi degli altri.

      Poi si osanna come un idolo e ci si fanno le t-shirt.

    7. klauser
      22 giugno 2009 at 10:01

      Non ho capito esattamente a cosa ti riferisci!

      “…a pensare con gli schemi degli altri”, questa definizione non mi è nuova, ma oggi posso dirti che quando accade c’è qualche dipendenza di troppo.

    8. 24 giugno 2009 at 14:27

      Tetris? What’s this, exactly? Nooo, io non ci ho mai giocato… non mi è mai successo di continuare a vedere cadere pezzettini colorati davanti agli occhi anche quando il computer era spento… nooo, la mia personale concezione della guida della macchina non corrisponde affatto al concetto “riempi il primo livello e non lasciare spazi vuoti”…

    9. klauser
      24 giugno 2009 at 15:08

      Se ti riferisci al traffico di Roma non sei certamente l’unica!

      …tipo quando vedi un parcheggio da lontano e pensi “è mioooo!!!” e ti guardi intorno sperando che nessuno si avvicini prima di te 😀

      That’s Car-tetris!

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