• Otto bottiglie per una maglia

    by  • 28 febbraio 2010 • Ecosostenibilità, Marchi e Produzione, Sport, Tecnologia e giochi • 10 Comments

    Ancora sport e ancora calcio, ma anche innovazione, con le nuove maglie ecologiche prodotte da Nike in occasione dei prossimi mondiali di calcio in Sudafrica.

    Nike ha presentato a Londra le nuove maglie interamente realizzate con materiale ecocompatibile.
    Il nuovo tessuto, in poliestere riciclato, è stato ricavato dalla lavorazione di 13 milioni di bottiglie d’acqua di plastica, otto delle quali per ogni singola maglia.
    In tutto una quantità pari alla superficie di 29 campi di calcio e a circa 254 tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alle discariche del Giappone e di Taiwan, per un processo che ha permesso di ridurre il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione con poliestere vergine.
    Importante anche l’attenzione rivolta al miglioramento della tecnologia Nike Dri-Fit, che ha permesso di alleggerire del 15% il peso delle t-shirt e di migliorarne tenuta e traspirazione grazie alla presenza di 200 fori (foto a sinistra) che hanno aumentato del 7% il flusso d’aria, rispetto alla versione precedente.

    All’interno del video potrete vedere alcuni momenti della presentazione e alcune fasi della lavorazione.

    Altre info qui e qui.

     

    10 Responses to Otto bottiglie per una maglia

    1. utente anonimo
      2 marzo 2010 at 16:06

      ma c’e’ il vuoto a rendere anche qui?

    2. klauser
      2 marzo 2010 at 18:06

      Da un certo punto di vista, direi proprio di si!

    3. utente anonimo
      2 marzo 2010 at 21:09

      certo e’ che c’e’ un gran bel coraggio a scambiarsi a fine partita la maglietta di plastica dopo 90 minuti nel caldo sud africano.
      Inoltre pensa se riciclavano pure le mutande. Cotte al vapore..

    4. klauser
      3 marzo 2010 at 12:30

      Si perché le magliette normali sono meglio? :)

      a proposito, guarda questo video

    5. LVP
      5 marzo 2010 at 15:09

      Bellissimo questo video! 😉

    6. utente anonimo
      8 marzo 2010 at 11:48

      Ok qualcuno in qualche modo ci ha gia' pensato..

    7. utente anonimo
      12 marzo 2010 at 11:14

      http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_12/sacchi-maglietta-ose-virgilio-1602643060193.shtml

      Che ne pensi?

      Io credo che l'insegnante abbia agito bene. Non e' anche il senso di questo blog, il comprendere pienamente il messaggio che inviamo con le t-shirt?

    8. klauser
      12 marzo 2010 at 17:38

      Grazie per il link.
      Si hai ragione quando accenni al senso di questo blog e proprio per questo, la notizia è molto interessante.

      Difficile dare un parere perché, come al solito, le dichiarazioni delle due parti sono abbastanza contraddittorie.
      In generale credo che la maglietta abbia confermato il suo ruolo per tutte e due le parti: per la studentessa che forse voleva provocare e per l'insegnante che ha notato la provocazione.
      La ragazza potrebbe anche aver indossato la t-shirt senza pensarci più di tanto mentre la docente potrebbe averle dato fin troppa importanza.
      Purtroppo, capita anche che chi insegna pretende di vedere il mondo dei ragazzi dal proprio punto di vista e questo crea molta distanza a livello di rapporto.
      Buona anche l'ipotesi di uno dei commenti secondo cui la ragazza e la madre non conoscevano l'inglese! :)

    9. utente anonimo
      13 marzo 2010 at 14:49

      Beh,  l'anno in cui ho insegnato in un istituto tecnico, mi sono ritrovato in una situazione simile. Si parlava di comportamenti piu' che di t-shirt.
      A mio avviso, il fatto che l'insegnante abbia chiesto un parere alla classe dimostra che non pensasse alla ragazza come cagna, ma piuttosto volesse insegnare che anche i messaggi piu' stupidini, in realta', hanno ripercussioni e sensi lati. I ragazzi subiscono un po' il pensare molto debole (o meglio il non pensare) di molti grandi (basta leggere un po' di commenti sparsi nei blog) e trovo sia corretto soffermarsi sul senso delle parole senza licenziarle come "provocatorie".

    10. klauser
      13 marzo 2010 at 18:51

      Ti rispondo sul post appena pubblicato MAGLIETTA IN CLASSE ZERO IN CONDOTTA.

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