• AfroAmerica

    by  • 23 novembre 2010 • Arte, Società e costume, Sport • 4 Comments

    Kehinde Wiley, sangue afroamericano come quello dei suoi quadri. Un artista che fa della sua arte la rappresentazione del cambiamento e del raccordo tra passato e presente.


    Anche lui, come Yuji Yamada, mi ha colpito immediatamente per la forza e l’originalità delle sue immagini, ma in realtà le loro opere hanno poco in comune. Le inquadrature, i tagli e le dominanti cromatiche sono diverse, ma diverso è soprattutto il tempo che queste immagini raccontano. Se Yuji Yamada racconta e dipinge il singolo istante, al contrario Kehinde Wiley sovrappone interi secoli di storia.
    I soggetti sono sempre persone e il riferimento temporale è sempre il presente, ma i ritratti dell’artista americano, cornici incluse, vanno oltre la semplice raffigurazione del quotidiano. La maestosità delle pose, la fierezza degli sguardi e i riferimenti all’iconografia della pittura ottocentesca contribuiscono, insieme, a creare quei contrasti distintivi: realismo e idealismo; sofferenza e riscatto; la giovane Africa e la nostra vecchia Europa.
    Nei suoi quadri rivive la cultura africana in alcune sue manifestazioni tipicamente americane. Le magliette dipinte sono quelle delle squadre di basket e di football, quelle larghe, aderenti e senza maniche indossate da cantanti rap e gente comune.
    L’amore per l’Africa ha portato Wiley a collaborare con Puma alla creazione della maglia Unity, una limited edition prodotta come  “terza divisa ufficiale” uguale per tutte le squadre africane partecipanti al Mondiale di calcio 2010, delle quali il marchio tedesco è sponsor ufficiale. All’interno dello stesso progetto, la realizzazione di quattro tele dedicate a tre campioni di calcio africani ritratti, singolarmente e insieme, con indosso la nuova maglietta.

    In questo video, la cronaca di quanto avvenuto!

    Per approfondire:
    Fuorisalone: Puma – Kehinde Wiley Exhibition, di Simone Sbarbati su Frizzifrizzi
    Kehinde Wiley page, su Artsy.net

     

     

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    4 Responses to AfroAmerica

    1. utente anonimo
      28 novembre 2010 at 09:22

      L'Africa come colonia americana?

    2. utente anonimo
      28 novembre 2010 at 09:23
    3. klauser
      28 novembre 2010 at 16:36

      Cosa intendi esattamente per colonia americana?

      Grazie del link. Davvero molto interessante vedere come il quotidiano viene rappresentato dai diversi artisti.

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